Meditazione

La meditazione è il sentiero della semplicità e dell’apertura, del mettere a punto, dell’affrontare la mente: usare la mente per domare la mente. (Sogyal Rimpoche)

M2Cos’è la meditazione?

E’ un luogo comune pensare alla meditazione come un modo per fuggire dalle pressioni del mondo o della propria mente, una sorta di rifugio in cui crearsi un’oasi separata dalla realtà quotidiana. Al contrario, meditare non vuol dire estraniarsi dal mondo. E’ una via per avere una visione chiara delle cose e assumersi la responsabilità di relazionarsi con il mondo dando risposte ed operando scelte, da un punto di vista di consapevolezza più matura. La meditazione è quindi un abile mezzo di autoconoscenza e trasformazione.

Accade spesso di confondere la meditazione con il rilassamento oppure con la percezione o il raggiungimento di uno stato particolare. Il punto è che non si tratta di dover provare qualche particolare sensazione, ma di percepire ciò che si prova nel momento stesso in cui lo si prova. Non significa semplicemente svuotare la mente allontanando i vari pensieri che l’affollano. Naturalmente, la meditazione praticata nel tempo intensifica la tranquillità, ma non è tutto qui.

Meditare significa consentire alla mente di essere così com’è e prendere consapevolezza del perché è così. Quindi non vuol dire che dobbiamo andare lontano da qualche altra parte, ma accettare di essere dove siamo. E’ facile immaginare cosa possa generare in noi una simile accettazione in termini di amore verso se stessi; accarezzare i contenuti della nostra mente con gentilezza e accettazione è la chiave per disinnescare vecchi meccanismi che in questo modo non vengono più nutriti né dalla nostra avversione, perché non ci piacciono, né dal nostro attaccamento perché ce ne siamo innamorati.

La meditazione non è un esercizio, ma una pratica che richiede disciplina e continuità; coltivare il silenzio interiore e osservare con il giusto distacco i propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche favorisce la consapevolezza. Praticare la consapevolezza vuol dire impegnarsi in ogni momento a essere presenti a se stessi.

A cosa serve la Meditazione

Sia la meditazione di origine orientale che occidentale hanno lo stesso scopo: calmare e rilassare il corpo ma soprattutto conoscere e educare la mente. E’ così possibile favorire l’allineamento dei quattro livelli dell’essere: fisico, emotivo, mentale e spirituale; entrare in contatto con il Sé Superiore e poter esprimere nel quotidiano le intuizioni del mondo spirituale.

L’elemento che è inevitabilmente presente in tutti i diversi modi di praticare è il fattore “attenzione”; ad esempio focalizzare l’attenzione su un oggetto interno – il proprio respiro, un particolare punto del proprio corpo, un pensiero, un’emozione, un mantra…- o su un oggetto esterno che coinvolga i nostri sensi, come un suono, un odore, la fiamma di una candela… ognuno potrà trovare preferibile una pratica piuttosto che un’altra.

Per indurre veramente una trasformazione nella nostra vita è necessario andare oltre i limiti del pensiero; la meditazione ci aiuta in questa direzione. I nostri schemi mentali cominciano a cambiare in modi che favoriscono integrazione, comprensione e compassione. Questo accade non tanto perché proviamo a sostituirli con un pensiero che riteniamo migliore, ma piuttosto perché iniziamo a comprendere la vera natura dei nostri pensieri e i nostri rapporti con essi.

Vari tipi di Meditazione

La Meditazione è una pratica diffusa da sempre in tutte le aree geografiche e presso tutte le civiltà del mondo. Ad un primo sguardo esistono vari tipi di meditazione ma in realtà, potremmo semplificare un po’ le cose dicendo che tutte riconducono a tre principali categorie, a volte complementari tra loro: la Meditazione Concentrativa o Creativa, la Riflessiva e la Ricettiva. Più avanti vedremo nel dettaglio la differenza tra questi tre modi di praticare la meditazione.

Tra le Meditazioni più conosciute di certo possiamo ricordare la meditazione di tradizione Buddista che indica il sentiero graduale verso l’autorealizzazione o illuminazione. La pratica costante della meditazione è necessaria per raggiungere la consapevolezza profonda, trascendere la visione individualistica dell’ego, e ottenere infine una chiara visione e comprensione della vera natura della realtà.

Quella di tradizione Vedica, invece, è una pratica nata per favorire il contatto con la divinità. Attraverso un graduale processo di purificazione di tutto l’essere si può arrivare con la forza della preghiera, all’illuminazione cioè al ricongiungimento con il divino che è sempre stato dentro di noi.

Anche la Meditazione Cristiana aiuta a riscoprire la nostra vera natura spirituale e divina e la pratica della preghiera meditativa, è il metodo dunque per entrare in contatto con il Dio che ognuno di noi custodisce dentro di sé. In questo senso numerosi Santi hanno offerto importanti contributi. Tra i più conosciuti, Sant’Ignazio di Loyola e Santa Teresa D’Avila.

La Meditazione Taoista si fonda sul principio della non azione, quindi dell’osservazione distaccata di tutti gli eventi. Assecondare anziché contrastare, agire anziché reagire, essere flessibili e non rigidi. Questa pratica ha lo scopo di raggiungere la condizione di vuoto totale per diventare noi stessi parte del tutto.

Raggiungere lo stato di puro essere, cioè la pura coscienza, è l’obiettivo della Meditazione Trascendentale. Questo stato assoluto si ottiene con il superamento dell’esperienza della nostra parte mentale ancorata alla variabilità dei nostri stati mentali. Lo strumento di questa pratica è la ripetizione di uno specifico mantra su cui concentrarsi in uno stato di profondo rilassamento. Il mantra viene rivelato individualmente ad ogni allievo dal proprio maestro. Il mantra deve rimanere segreto.

La Meditazione Vipassana, la “visione profonda”, è orientata alla consapevolezza dei contenuti della mente, all’osservazione dei pensieri, emozioni, e sensazioni fisiche presenti in ogni momento. La pratica prevede l’ascolto del proprio respiro che serve da “focus” a cui tornare ogniqualvolta la mente si distrae. La Vipassana non esclude nulla: non è importante l’oggetto dell’attenzione, ma l’attenzione stessa.

La meditazione è una pratica religiosa?

In generale, la pratica della meditazione non richiede nella maniera più assoluta la conversione alla religione specifica a cui fa riferimento. Per fare solo un esempio, la pratica buddista della “consapevolezza” riveste comunque un significato importante nella nostra vita di tutti i giorni, indipendentemente dal nostro credo religioso. Ci invita all’autoindagine; la nostra visione del mondo viene messa continuamente in discussione come del resto il nostro modo di relazionarci ad esso. In questo senso la meditazione diventa una pratica molto interessante per riequilibrare la visione forse troppo materialistica e riduttiva del nostro mondo occidentale, aiutandoci a ritrovare se stessi piuttosto che cercare di identificarsi con qualcosa di esterno che non ci appartiene.

Imparare a meditare aiuta a sviluppare l’attenzione al momento presente, a coltivare il silenzio interiore e a comprendere con chiarezza la natura della mente. Ci insegna a osservare con distacco i nostri pensieri, le emozioni, a lasciare andare le abitudini negative e a far crescere le potenzialità creative della mente quali saggezza, energia e intuizione.

La meditazione nei nostri incontri e seminari

Esistono moltissime tecniche per meditare a seconda della tradizione di riferimento, ma semplificando, le possiamo raccoglierle in tre principali categorie, a volte complementari tra loro. Questa classificazione, per noi molto chiara e completa, aderisce perfettamente agli studi di Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi nei primi decenni del ‘900.

Meditazione Concentrativa o Creativa

Ci permette di usare il potere creativo della nostra mente in modo cosciente e mirato per modificare e trasformare parti della nostra personalità. E’ utile per abituarsi a stabilizzare l’attenzione su un oggetto o un’azione interiori o esteriori; ad esempio sul proprio respiro, su un mantra, su un’immagine o una qualità mentale. Aiuta a sviluppare la consapevolezza, la volontà, la capacità di tener ferma la mente su quello che stiamo facendo, di riconoscere le inevitabili distrazioni riportando l’attenzione al momento presente.

Meditazione Riflessiva

Ci può essere molto utile per imparare a pensare dirigendo e sostenendo il flusso del pensiero su un tema scelto come ad esempio una qualità dentro di noi che vogliamo rafforzare (serenità, pace, coraggio, volontà, gioia…) o su un simbolo. Diventa così possibile compiere un’indagine sistematica di una idea o di un pensiero al fine di trovare una soluzione creativa o averne una visione più profonda.

Meditazione Ricettiva

E’ la forma più trascendentale di meditazione. E’ necessario, per poterla praticare, uno stato di profondo rilassamento, calma mentale e silenzio interiore. Questa pratica serve a dirigere l’attenzione mentale “verso l’alto”, trascendendo appunto la coscienza ordinaria. Tutto ciò può portare ad una improvvisa e originale idea, a nuove intuizioni capaci di farci vedere la realtà sotto un punto di vista meno razionale e più sintetico.

Cosa accade a livello fisico durante la meditazione?

La meditazione induce una serie di effetti fisiologici che sono da anni oggetto di studio sia direttamente sulla mente che indirettamente sul corpo. L’attività elettrochimica del cervello si manifesta attraverso onde elettromagnetiche a basso voltaggio o onde cerebrali rilevabili mediante l’elettroencefalogramma. Le onde cerebrali possono essere divise in 5 categorie, a seconda della loro frequenza:

onde Beta (13-30 Hz) – sono quelle delle normali attività di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Sono alla base delle nostre fondamentali attività di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilità di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi.

onde Alfa (8-13 Hz) – riflettono uno stato di sospensione dell’attività cerebrale ed appaiono soprattutto in soggetti svegli ma con gli occhi chiusi. Sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, quando è molto attiva la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell’attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione o di yoga,.

onde Teta (4-8 Hz) – proprie della mente impegnata in attività di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda, durante il sogno ad occhi aperti o la fase REM del sonno (quando si sogna). Nelle attività di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacità immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creatività e alle attitudini artistiche.

onde Delta (0,5-4 Hz) – onde cerebrali a frequenza molto bassa – predominano durante il coma ed il sonno profondo e sono associate al rilassamento psicofisico più profondo. Sono proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell’abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

onde Gamma (30-42 Hz) – frequenze veloci – correlate con la volontà, gli stati di grande energia, l’estasi

Quindi, mentre le onde Alfa e le Beta caratterizzano stati di vigilanza, coscienti, le Teta e Delta riflettono stati di incoscienza. Infine, recenti ricerche sembrano indicare le onde Gamma come tipiche degli stati superiori di coscienza.

Il Cervello Umano

Il nostro cervello è costituito da due emisferi che anche se uguali, svolgono funzioni essenzialmente diverse:

Emisfero Sinistro: analitico (comprende i dettagli), astratto (giunge all’interno, partendo dal dettaglio), lineare (lavora in ordine sequenziale), logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. E’ la sede di tutte quelle attività che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo.

Emisfero Destro: sintetico (comprende l’insieme delle parti), concreto, spaziale (coglie le relazioni nello spazio), intuitivo (usa sensazioni e immagini), analogico (usa le metafore), irrazionale, olistico (percepisce le strutture di assieme), atemporale e non-verbale. E’ la sede delle attività creative, della fantasia.

I due emisferi sono collegati tra loro da un “ponte” di tessuto nervoso e in tal modo possono scambiare informazioni e lavorare in modo equilibrato, cioè sincrono; spesso predomina l’emisfero sinistro che mal volentieri ascolta il lato destro. Il perdurare di questo stato porta a condizioni di stress, depressione e patologie psicosomatiche.

Il funzionamento in contemporanea dei due emisferi (sincronicità) è in genere associato ad uno stato di benessere psichico. Durante la meditazione si lascia spazio al lato destro e i due emisferi tendono a sincronizzarsi e in genere tale sincronicità raggiunge livelli altissimi (due emisferi ma un solo cervello). E’ ormai scientificamente provato, da studi avviati nel 1935, che gli effetti della meditazione si realizzano sia sul sistema nervoso centrale (miglioramento delle risorse interiori), che sul corpo (miglioramento della pressione arteriosa, del sistema immunitario e della capacità di rilassamento neuromuscolare).

Durante la meditazione compaiono spesso i seguenti cambiamenti:

Fisici

  • a livello cardiorespiratorio: forte riduzione del ritmo (frequenza) del respiro e di quello cardiaco per diminuzione significativa del consumo di ossigeno.
  • a livello cerebrale: stato di rilassamento diverso dal sonno (cervello vigile e quieto)

Fisiologici

  • aumento dell’ampiezza e della regolarità delle onde alfa, che compaiono normalmente quando si chiudono gli occhi;
  • regolazione della produzione di cortisone, fondamentale ormone dello stress
  • aumento notturno della melatonina, fondamentale ormone del sonno con funzioni chiave nella sincronizzazione dei ritmi biologici dell’organismoriduzione della noradrenalina, sostanza prodotta sia dalle ghiandole surrenali che dal cervellosotto stress
  • aumento della serotonina, sostanza di grande rilievo per l’umore (antidepressivo naturale) ma anche per la regolazione della fame e della sazietà e non solo
  • aumento del deidroepiandrosterone, ormone prodotto sia dalle ghiandole surrenali sia dal cervello, con ruoli molteplici sull’umore e sul sistema immunitario. E’ interessante notare che l’aumento di questo ormone, negli studi realizzati, si è verificato soprattutto in chi ne aveva bisogno: donne e uomini sopra i 40 anni
  • aumento del testosterone, ormone maschile per eccellenza, ma che può svolgere un ruolo importante anche nelle donne perché, soprattutto in menopausa, costituisce una riserva per la produzione di ormoni femminili (estrogeni), tramite un meccanismo di conversione enzimatica dall’ormone maschile a quello femminile
  • aumento della produzione delle endorfine, sostanze antidolorifiche naturalmente prodotte dal cervello responsabili della percezione del dolore ed il tono dell’umore e della risposta immunitaria

Si può dunque concludere che l’uso delle tecniche meditative produce un rilassamento profondo che non ottunde l’attenzione, anzi la potenzia – un maggior controllo dei circuiti ormonali – una maggior coerenza cerebrale e una migliore comunicazione tra i due emisferi cerebrali. La meditazione permette il miglioramento dell’umore e promuove quindi un miglior stato di benessere, attraverso lo sviluppo della serenità interiore. La meditazione è inoltre una tecnica che attiva le aree cerebrali, dunque il suo funzionamento dipende dall’utilizzo del sistema nervoso, e non dalla sua sedazione.

Meditazione e Scienza

Da tempo ormai la scienza e in particolar modo la medicina studiano con attenzione le Meditazione ed i benefici che essa può portare alla salute delle persone. Negli Stati Uniti e in alcuni paesi del nord Europa, per esempio, a causa dei danni che lo stress provoca al fisico e al sistema immunitario, sempre più medici consigliano ai loro pazienti la meditazione, così come viene suggerita la sua pratica anche per malattie come il cancro, l’Aids o patologie come depressione, disturbi dell’attenzione e altre. La meditazione avrebbe infatti la funzione di ridurre, prevenire o controllare la maggior parte dei sintomi e degli effetti delle succitate malattie. La maggior parte degli studi è ormai finalmente concorde nel riconoscere la grande utilità e la potenzialità di tantissime pratiche basate sul rilassamento, la meditazione, il massaggio e altri metodi finora poco considerati.

Lo stesso Dalai Lama nel 2000 ha autorizzato e caldamente appoggiato lo studio della meditazione e dei suoi effetti su corpo e mente. L’incontro tra un gruppo di psicologi, psichiatri e specialisti in neuroscienze e un gruppo di maestri di meditazione ha portato all’acquisizione di tantissime nuove conoscenze scientifiche, prima tra tutte la prova che la meditazione è il miglior modo di prevenire e curare lo stress. Studio approfonditi hanno inoltre verificato che la sua pratica costante e specifici esercizi di visualizzazione possono essere addirittura utilizzati per riprogrammare il cervello, con indubbi vantaggi per il benessere e la salute di tutti.
La stretta connessione tra corpo e mente non è dunque più un mistero e cercare di armonizzarli sarà di certo la sfida che la medicina dovrà affrontare se vorrà rimanere credibile e continuare ad essere ancora più utile alla gente. Concentrarsi solo su l’uno o sull’altra, come abbiamo finora visto, non porta a nessun risultato soddisfacente.