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  LA COERENZA CEREBRALE E L’UNITÀ DELLA COSCIENZA
“La coerenza elettromagnetica è la misura dell’equilibrio e dell’armonia nel corpo e nella mente. Ricerche sugli stati di meditazione ad altissima coerenza nei monasteri indiani”

La coerenza elettromagnetica del corpo umano: la misura della salute psicosomatica
La coerenza elettromagnetica, studiata e interpretata da Giuliano Preparata ed Emilio del Giudice, fisici quantistici dell’Università di Milano, è la legge dell’unità e dell’integrazione che agisce sia a livello subatomico che nella creazione della vita o nell’integrità psicosomatica nel cervello. La coerenza dell’energia crea unità e comunicazione tra le cellule e gli organi del corpo umano, e rappresenta oggi uno degli indici più importanti della salute psicofisica. Numerosi sistemi di diagnosi bioelettronica, come il Bicom, il Ryodoraku, la Sequex, la Mora, il Vega test, e altri ancora, si basano sull’analisi di quanto le varie bande elettromagnetiche del corpo umano siano in armonia tra loro. Armonia, sincronicità, sinergia, integrità, comunicazione, unità sono espressioni oggettive della coerenza energetica. Quando le energie delle cellule e dei sistemi viventi sono coerenti tra loro, la forza usata per stare insieme diventa minima e l’informazione condivisa diventa massima: quindi i sistema vivente è forte e ad alta sinergia, e questa alta energia genera migliori difese immunitarie, reazioni più pronte, sessualità più vitale, coscienza più integra e unitaria. La coerenza elettromagnetica è la misura dell’equilibrio e dell’armonia nel corpo e nella mente. Nessuno tuttavia aveva ancora studiato la coerenza cerebrale.
Il cervello sincronico
Nel 1990 ho iniziato le mie ricerche sulla coerenza del cervello applicata alla psicosomatica e agli stati di coscienza più elevati, creando, insieme a William Giroldini, il Brain Olotester: un elettroencefalografo computerizzato, costruito secondo gli standard internazionali, specificatamente studiato per l'analisi e la quantificazione della coerenza cerebrale. Il Brain Olotester cerca di amplificare e interpretare globalmente i dati delle attività cerebrali per cogliere il significato del messaggio che viene dalla coscienza. I dati ricavati dall’Olotester hanno confermato l'ipotesi della coerenza psicosomatica: gli stati di coscienza corrispondono ad una particolare coerenza elettroencefalografica: gli stati di coscienza più elevati (creativi, spirituali, che tendono all'unità) producono una più elevata coerenza nel campo elettromagnetico del corpo e del cervello in particolare. Quando la mente sta male, il corpo sta male e il cervello lavora a bassa coerenza: in maniera squilibrata e disarmonica. Quando la coscienza è in armonia con se stessa, l’attività elettromagnetica del cervello diventa coerente ed equilibrata. Gli stati di meditazione corrispondono allo stato più coerente, armonico e integrato del cervello. Fino ad ora l'evoluzione interiore è stata appannaggio delle religioni e delle scuole di ricerca interiore; oggi siamo in grado di iniziare un lavoro scientifico nella stessa direzione.
Gli stati armonici ad altissima coerenza
Cosa accade nel cervello quando si entra in meditazione, ossia in stato di consapevolezza globale, vigile e senza pensieri? Per rispondere a questa domanda abbiamo condotto 12 anni di ricerche, che ci hanno portato nei monasteri indiani e himalayani. La prima ricerca l’abbiamo condotta presso l’Osho International Commune di Poona, uno dei maggiori centri di crescita del mondo, dove vivono dalle cinque alle diecimila persone e dove abbiamo studiato numerose persone in meditazione. Abbiamo così rilevato, per la prima volta, una serie di quadri ad altissima coerenza, con valori dal 95% al 100%. Questi stati sono spesso caratterizzati da onde armoniche, tipiche degli strumenti musicali, esattamente come le "armoniche" che compongono un suono o le note tra loro quando formano un accordo. La coscienza, in quello stato ad altissima sincronizzazione, è silenziosa e vigile; si sperimenta uno stato di grande pace in cui la mente interrompe il suo ininterrotto parlare o "dialogo interiore" e la coscienza è lucida e vuota. Il corpo è in grande rilassamento psicosomatico e le sue energie sembrano fluire con grande piacere e benessere generale. Teoricamente questo dovrebbe essere il quadro "ideale" dello stato di salute globale a cui riferirsi per ogni valutazione generale. Va rilevato che le persone studiate erano di differenti età e nazionalità, ed avevano praticato da vari anni, oltre alla meditazione, varie terapie psicosomatiche individuali e di gruppo.
Coerenza (sincronicità) tra cervelli
La seconda ricerca è stata effettuata ad Hairakhan, sull’Himalaya indiano, nell’Ashram di Babaji, il grande maestro spirituale che ha lasciato il corpo nel 1984; uno dei luoghi più sacri della tradizione shivaita, ai piedi del monte Kailash, nell’Himalaya indiano. Abbiamo fatto rilevazioni sull’attività cerebrale di Yogi, Sadhu e devoti indiani e occidentali. Oltre ad aver ritrovato gli stessi stati armonici ad altissima coerenza, abbiamo rilevato che due persone vicine, in certi stati, possono avere un’attività cerebrale profondamente interconnessa. Normalmente due persone che parlano o lavorano insieme hanno una sincronizzazione prossima allo zero, ma se si sintonizzano più profondamente tra loro, se entrano in amicizia, in empatia, se condividono le stesse emozioni, la curva della sincronizzazione inizia ad aumentare. In meditazione poi la sincronizzazione raggiunge dei livelli altissimi, i due cervelli "sono sulla stessa onda". Vari studi internazionali, tra cui quelli elettroencefalografici condotti presso l’Universitad Nacional Autonoma del Mexico dal Prof. Jacobo Greenberg-Zylberbaum e Julieta Ramos, confermano la tesi neurofisiologica secondo cui i campi neuronali possono interagire e influenzarsi a vicenda senza l’uso dei normali canali di comunicazione esterna. Nel loro esperimento hanno dimostrato che esiste un fortissimo aumento di coerenza tra le onde elettroencefalografiche dei cervelli di soggetti, quando entrano in "comunicazione empatica silenziosa" (empatia dal greco: sentire dentro insieme). Questo dato testimonia come esista una sincronicità di onde che si trasmette e si riceve a distanza e può quindi provocare l’incontro tra due persone simili per semplice legge di risonanza o simpatia (dal greco sun, insieme e pathos, sentire). Gli sperimentatori hanno anche evidenziato che le persone le cui onde interemisferiche erano più armoniche ed equilibrate hanno più potere di trasmissione e sono più influenti.
Sessualità e polarità: quantificare la telepatia
Una delle scene più commoventi e significative del famoso film E.T. di Spielberg è legata al momento in cui i medici e gli scienziati cercano di curare il piccolo extraterrestre che sta morendo e si rendono conto che è in profonda relazione empatica con il suo amico bambino. Il loro cuore batte all’unisono... c’è sintonia, amore, amicizia e telepatia. Questa non è solo una fantasia cinematografica. Letteralmente il termine telepatia (da tele che vuol dire "da lontano" e pathos emozione) non significa, come spesso si intende, trasmissione del pensiero, ma percezione a distanza delle sensazioni, dei sentimenti e delle emozioni. Studiando le interrelazioni sincroniche tra cervelli, abbiamo scoperto che quando esiste forte attrazione sessuale tra due persone di sesso opposto, la sincronizzazione è altissima ma di segno opposto; questo significa che, quando il cervello (altamente sincronizzato) della ragazza ha una curva "in su", sincronicamente nel cervello del ragazzo si osserva una curva identica ma "in giù". La logica del Tao può offrire una spiegazione: la polarità opposta tra Yin e Yang che rispecchia quella dell’elettricità, crea attrazione tra esse. L'analisi della sincronizzazione è quindi in grado di rilevare e quantificare se due persone sono in profonda comunicazione tra loro o no, il loro livello di relazione e sintonia. Spesso ho osservato il quadro, purtroppo comune, senza sincronicità di una coppia in crisi.
Buddhafield experiment
In occasione del CyberGaia, un evento di esperienze olistiche di gruppo nell'ottobre 1994, rileviamo e documentiamo, per la prima volta, l’esistenza di una trasmissione di informazioni tra cervelli all’interno di un gruppo di dodici persone. Con il Brain Olotester a dodici canali, e i suoi programmi di analisi dei dati, registriamo simultaneamente le onde elettroencefalografiche di dodici persone, ponendo un singolo elettrodo sulla parte alta della fronte in posizione centrale, e seguiamo l'aumento della loro sincronizzazione collettiva durante la pratica di meditazione Vipassana della durata di trenta minuti. Le dodici persone non erano esperte in questa meditazione anche se alcune di esse avevano già meditato in passato. I risultati sono evidenti e significativi: la sincronizzazione collettiva è elevata. Testimoniamo la prima rilevazione scientifica di un campo di coscienza collettivo, ossia di un Buddhafield. Secondo le conoscenze e i modelli della scienza ufficiale, l’aspettativa statistica di una similitudine tra le onde dei cervelli di persone vicine è praticamente nulla. Ogni cervello infatti dovrebbe avere la sua propria onda elettroencefalografica, una banda assolutamente individuale e unica non correlata a nessuna delle onde cerebrali delle persone vicine. La scienza non riconosce nessuna comunicazione di informazioni che non sia quella già conosciuta dei cinque sensi, e spesso si è opposta con decisione ai vari tentativi di dimostrazione dell’esistenza di altre forme di comunicazione più "sottile". Tuttavia, chiunque abbia un minimo di sensibilità sa quanto la coscienza collettiva sia reale: pensiamo al sentimento di gruppo che si prova quando sentiamo un’opera a teatro o l’inno nazionale o, più semplicemente, all’emozione che dilaga tra i tifosi di una partita o in alcune manifestazioni di massa. Certamente gli stati d’animo collettivi possono anche essere negativi, come quando un dittatore riesce a influenzare, più attraverso le emozioni che le ragioni, grandi masse di persone. Così hanno fatto Hitler e Saddam Hussein. L’esperienza religiosa è un altro chiaro esempio di senso di unità: i canti e le cerimonie, se vissute profondamente, portano spesso a queste esperienze. Chiunque poi abbia vissuto pienamente l’esperienza di meditazione in gruppo, conosce l’incredibile sensazione di essere tutti parte di un’unica energia, come le cellule di uno stesso organismo vivente. Le varie pratiche spirituali e le cerimonie religiose sembrano proprio essere tecniche collettive per sincronizzare i cervelli e portarli ai loro massimi livelli di potenzialità e creatività. Tuttavia queste ipotesi sulla comunicazione sottile tra persone sono sempre state respinte dalla scienza come fatti non documentabili, illazioni che non potevano essere provate scientificamente.
Arco di Trento
Durante il primo incontro del Comitato Europeo per una Nuova Scienza, organizzato da Astra ad Arco di Trento nel '94, abbiamo realizzato un esperimento di coerenza-sincronizzazione collettiva a cui hanno partecipato un centinaio di persone tra relatori e partecipanti al congresso. Le dodici persone i cui elettroencefalogrammi sarebbero stati registrati, erano posti in cerchio al centro della sala, senza contatto fisico tra loro. Si sarebbe fatto un certo periodo di silenzio ad occhi chiusi, poi una meditazione collettiva fino a percepire il "campo collettivo" costituito dall'insieme delle energie individuali di tutto il gruppo. Abbiamo potuto osservare l'inizio dell'esperimento ad occhi aperti, la prima fase di silenzio ad occhi chiusi e nella terza il momento di meditazione e di percezione del "campo collettivo". E' risultato particolarmente evidente l'incremento di coerenza tra i dodici tracciati, che, nella terza fase è elevatissima; sembra quasi di osservare un tracciato di dodici elettrodi presi dal cervello di una sola persona! I risultati degli esperimenti condotti e la possibilità di una corretta e ripetibile quantificazione della sincronizzazione aprono nuove possibilità all'interno della scienza ufficiale. I nostri dati, più volte ripetuti, sono fortemente indicativi di una reale trasmissione "telepatica". Tra i cervelli delle persone sedute ad occhi chiusi e in silenzio è stata registrata una sincronizzazione con punte superiori all'80%. Tra alcune coppie di persone la sincronicità era superiore al 90%. Essendo vicino allo zero il valore percentuale atteso, questi risultati sono di grande interesse. Se gli esperimenti successivi confermeranno i dati da noi registrati, si apriranno nuove prospettive scientifiche: la misurazione della telepatia in larghi gruppi potrebbe aiutarci a svelare la natura della coscienza collettiva e le sue logiche di sviluppo verso la coscienza planetaria. In alcune rilevazioni collettive abbiamo osservato che il gruppo sembra suddiviso in due sottogruppi, che manifestano una differente sincronizzazione collettiva. Le ripercussioni sono vaste e di grande significato sociale e umano. La quantificazione della comunicazione empatica collettiva apre le porte ad una nuova concezione dei principi che regolano l’educazione e la collaborazione umana, a una più profonda comprensione delle dinamiche di gruppo, di coppia, familiari, all'interno di staff o equipe di lavoro, tra medico e paziente, tra coppie, tra persone che lavorano insieme. Fino ad ora questa comunicazione silenziosa è rimasta inconscia e quindi in gran parte inutilizzata; ora sarà possibile comunicarsi delle informazioni (trasmetterle e riceverle) in modo più consapevole e deliberato.
Ricerca olistica per l'evoluzione globale
Sulla base di queste scoperte è possibile concepire una nuova didattica e una logica di lavoro basata sulla sintonia e sulla sensazione di appartenenza ad un gruppo. È logico ritenere che, se si comprendessero a fondo le logiche e l’armonia che la comunicazione empatica comporta, si potrebbe imparare a vivere meglio insieme, a cooperare e a crescere insieme. Riassumendo possiamo concludere che le potenzialità della psiche e del cervello umano sono in diretta relazione al suo stato generale, all’equilibrio tra funzioni istintive del corpo, sensazioni, emozioni, pensieri e coscienza di sé. È evidente che ogni inibizione dei nostri istinti, delle nostre sensazioni, ogni blocco emozionale, ogni condizionamento culturale creerà dei blocchi nel nostro cervello impedendoci di vivere la nostra vera vita e quindi riducendo le nostre potenzialità a livelli sempre più bassi. La sensazione generale riportata dalle persone con bassa sincronizzazione è di vivere una vita inutile e senza significato, di non avere piacere di vivere. È fondamentale considerare che ci si può liberare da tutti questi blocchi e condizionamenti con opportune tecniche terapeutiche psicosomatiche individuali o di gruppo. Come lo stesso Dalai Lama ha recentemente suggerito, le terapie psicosomatiche possono rivelarsi preziosi strumenti di liberazione spirituale.

Nitamo Federico Montecucco
Medico e Ricercatore sulla neurofisiologia dei processi di coscienza, Direttore del Villaggio Global

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