Nutrirsi di luce

Jasmuheen è conosciuta a livello internazionale per l’adesione ai “Breatharians”, un gruppo australiano che per primo ha intrapreso la strada dell’alimentazione pranica. Da oltre venticinque anni pratica la meditazione. Attualmente si nutre di “luce liquida”, ottenendo da ciò un potere rigenerativo delle cellule senza aver bisogno di nutrirsi di cibo.

NL1 (2)L’offerta della mia ricerca e delle mie esperienze personali sul vivere di luce, o di prana, era rivolta a coloro che si sentissero con chiarezza guidati dalla gioia dei propri cuori a fare questa scelta, come un passo valido e rivestito di senso. Restare fedeli alla scelta di essere sempre ed esclusivamente sostenuti da prana è possibile soltanto a coloro che hanno raggiunto, già prima deI processo di conversione fisica al nutrimento pranico, un certo livello di maestria di sé, e a coloro il cui ‘copione di vita’ già lo prevede. La maggior parte delle persone che intraprendono il ‘processo’ torna in seguito a mangiare cibo normale, ma facendolo ora per il piacere che ne trae, non per i suoi valori nutritivi, ed essendo quindi più libera nelle proprie scelte.
DOMANDE E RISPOSTE

Che cosa l’ha interessata in particolare dell’esperienza dei 21 giorni?
Quando sentii parlare di questa pratica iniziatica tra il gennaio e il febbraio del 1993, si diede il caso che la persona che mi aveva trasmesso tale informazione avesse già raggiunto la liberazione. In tale periodo molte persone avevano già sentito parlare dei nastri concernenti “l’ascensione” registrati da Eric Kliene, ed erano state prese da quella che definisco “febbre d’ascensione”. Pensai allora che, sottoponendomi a questa pratica, avrei realizzato anch’io la mia ascensione; ma presto scoprii che si tratta solo di un gradino del percorso ascensionale. Percorso che fu facilitato e accelerato dalle mie nozioni al riguardo.

Ha dovuto affrontare problemi di carattere personale o dei contrasti in ambito familiare, oppure fra le sue amicizie, nell’accedere alla pratica?
Ho dovuto anzitutto lottare con il mio ego. Ricordo che fui spinta ad intraprendere il cammino ascensionale da un forte impulso, ma che la reazione immediata, allorché, trovandomi in meditazione, mi fu comunicata la data d’inizio della pratica, fu: «Perché proprio io? Che cos’è che mi rende speciale? Io non merito l’onore dell’ascensione». Ma si trattava di un esempio eclatante di falsa modestia. In forma telepatica mi fu trasmesso che si perdono molte occasioni nella vita a causa di quel che i maestri “liberati” chiamano “falsa umiltà”. E ciò deriva dal fatto che il nostro ego e la mente inferiore hanno controllato le nostre vite così a lungo, che l’idea di abbandonare il nostro Io divino ed immergerci nella Totalità dell’Essere ci atterrisce, così ci difendiamo sostenendo di non essere all’altezza. Essendo io inoltre l’unica persona con figli, avevo il problema di lasciare il lavoro per un mese, e di dovermi tra l’altro occupare delle mie giovani figlie. Compresi comunque che avevo bisogno della massima serenità per affrontare con successo quella pratica. Così affidai entrambi i miei problemi quotidiani alle “potenze superiori”, con la fiducia che esse li avrebbero magicamente risolti.

Come fa a mantenere invariato il suo peso?
L’idea che si debba perdere peso e poi morire se non si mangia, è soltanto una convinzione infondata. La società ci dice che abbiamo bisogno di una dieta bilanciata, a base di vitamine e d’altro, per essere in salute, e questo sistema di convinzioni acquista il peso di una verità assoluta. L’alimentarsi col prana ha invece molto più a che fare con il nostro viaggio spirituale e con il risveglio: è questo a far sì che ci si possa sostenere nutrendosi di luce. Il corpo fisico ubbidisce a quello mentale, che a sua volta ubbidisce a quello spirituale. Mutando le nostre convinzioni e concezioni possiamo facilmente, con la nostra volontà, mantenere il peso desiderato. In India attualmente ci sono yoghi che comandano la loro struttura molecolare esercitando un tale potere mentale da poter rimanere sepolti vivi per settimane, o bere veleni senza subire darmi fisici. Essendomi resa conto che l’apparire anoressica non sarebbe stata una buona pubblicità per questa pratica, programmai il mio corpo affinché si stabilizzasse su un peso di 47-48 chili, indipendentemente dalla quantità di fluido che bevevo e da quel poco che mangiavo.
Annotazione del marzo 1996
Il fatto che vi siano persone che, nel seguire questa pratica, perdono molti chili del proprio peso, è dovuto essenzialmente ad una convinzione in base alla quale il non mangiare per sette giorni, bevendo soltanto acqua, determina necessariamente una perdita di peso. Ma questo non è vero, ed infatti chi sa riprogrammarsi non deve perdere assolutamente peso. È invece più difficile cercare di guadagnar peso dopo la pratica di quanto non Io sia il programmarsi in modo di non perderlo nella prima fase. Il modo più semplice per programmarsi consiste nel chiedere che “il corpo si attenga al peso esatto che la presenza dell’ Io sono desidera”. (Ho anche conoscenza diretta di persone motivate ad intraprendere questa pratica iniziatica per risolvere problemi di peso, utilizzandola come “pratica dietetica”: costoro non riuscirono assolutamente a perdere peso! Integrità morale, consapevolezza e sincerità sono le chiavi per accedere a questa pratica).

Quali sono i suoi livelli d’energia? Si sente stanca?
I miei livelli d’energia sono di molto superiori a quelli d’un tempo. Ci sono momenti in cui mi sento un po’ meno carica, ed allora la mia guida interiore mi avverte che ciò è dovuto ad un processo di sintonizzazione che si sta verificando all’interno dei corpi, di solito del corpo emozionale.

Ha bisogno di dormire a lungo?
Attualmente dormo tra le 4 e le 6 ore per notte, mentre prima ne dormivo 8-10. Adoro andare a letto e dormire, in quanto utilizzo questo tempo per esercitarmi e per operare su altri piani e dimensioni. Sono convinta di potere eliminare del tutto il sonno una volta eliminato il bere e il mangiare, ma per adesso non me la sento ancora di farlo.
Annotazione del novembre 1996
Quest’anno ho imparato anche a non dormire, senza subire effetti fisici negativi. Ciò mi ha dato un ulteriore livello di libertà, e per gli esseri umani avere la libertà di esercitare il proprio arbitrio sulle abitudini alimentari e sul sonno, è qualcosa che dà un grande potere. Mentre noi Occidentali ci siamo sempre rallegrati della nostra libertà di scegliere che cosa, quando e quanto mangiare o dormire, questa nuova possibilità ci rende padroni del corpo, che non è più soggetto ai bisogni fisici. Col passare del tempo trovo che i miei livelli d’energia si sono sensibilmente elevati, mentre la perdita d’energia è estremamente rara. Constato di poter svolgere molto agevolmente le mie attività, lavorando per oltre venti ore al giorno prima di sentire il desiderio di dormire. Una cosa che ho notato, è che la mia capacità di non dormire dipende dal “tipo di energia” che al momento riesco a sintonizzare. Quando “lavoro” immergendomi in quel che chiamo circuito cosmico, ricevo tanta energia da non provare alcun bisogno fisico.

Che ci dice dell’evacuazione e delle mestruazioni?
Dopo due anni in cui assaggiai solo acqua, tè ed un po’ di sciroppo diluito quando mi trovavo in compagnia, fra l’agosto del 1995 e gennaio del ’96 provai a mangiare qualcosa. Sapevo che quel che assumevo non serviva a mantenermi, anche se si trattava di biscotti al cioccolato o qualcosa di appetitoso che non avrei mangiato in passato a causa della loro “mancanza di potere nutritivo”. A quel tempo l’evacuazione avveniva una volta a settimana. Quando prendevo al massimo 3 bicchieri di liquidi al giorno, orinavo una volta ogni tre settimane circa, cosa che chiamo “a goccia di topo”, per me alquanto scomoda. Mi fu comunicato telepaticamente che, poiché vivevo in una città, inquinamento e cellule morte avrebbero fatto si che questo stato di cose si protraesse. Successivamente sperimentai che il prendere un po’ di succo di prugna una volta alla settimana, rendeva più comoda l’evacuazione. Per quanto concerne le mestruazioni, avendo esaurito la mia funzione generativa, pensai che sarebbe stato opportuno farle cessare. Visto che non ci riuscivo, consultai il mio maestro, e questi mi disse che le mestruazioni periodiche erano un segno “tradizionalmente” accettato di salute, e che sarebbe stato importante continuare a mostrare i segni di una perfetta salute.

Lei prende vitamine?
No. Una delle prime cose che appresi tu che mi avrebbe alimentato soltanto la luce. Se dovevo mutare il mio modo di pensare onde credere che solo la luce potesse alimentarmi, non dovevo prendere vitamine, e del resto non ce ne sarebbe stato bisogno. Ciò mi fu alquanto difficile, essendo stata vegetariana per oltre vent’anni, ed avendo preso per tutto questo tempo varie vitamine, soprattutto la spirulina e la B12. Se avete fiducia nella luce, quale nutrimento e sostegno del corpo, ciò sarà possibile.

Quali trasformazioni fisiche ha notato?
Lo stomaco si è ritirato, il mio metabolismo si è ridotto, e sino a quando incominciai a “sbocconcellare” non avevo mai fame. Mi sentivo molto “leggera”, come espansa, multidimensionale. A volte, quando camminavo, percepivo come unico segno della mia fisicità il rumore dei miei passi e la presenza dell’ombra. Queste sensazioni potrebbero derivare dai temporanei influssi energetici che interessavano il pianeta e che producevano i loro effetti su molte persone. Potei constatare anche una certa perdita di capelli, quando li lavavo o li asciugavo, cosa che anche altri hanno provato. Ma ciò è solo temporaneo, e dopo alcuni mesi tutto torna normale.

Qual è stato il suo maggior problema prodottole da questa pratica?
Direi che la mia sfida l’ho dovuta combattere soprattutto con la noia. Il corpo fisico, in virtù della mia preparazione di base, l’ho potuto dominare con una certa facilità. Ma, a causa della mia educazione europea con la sua enfasi sociale per il cibo e i suoi riti di compartizione, è stato meno facile dominare il mio legame emozionale col mangiare. È facile constatare come il 90% dell’attività nutritiva sia basata su spinte emotive. Anche il pranzo, nel suo carattere sociale, presenta aspetti emotivi. Dominare il corpo mentale è stata la cosa più difficile. Inoltre, in seguito ad un digiunare prolungato, i sensi divengono notevolmente eccitati. L’odorato, il tatto, l’udito, la vista e il gusto. Tutti questi sensi vengono naturalmente soddisfatti nel corso dell’esistenza, ma quando si cessa di mangiare, viene ad essere ignorato il gusto. Tanto è che alcuni di coloro che si sono sottoposti a questa pratica hanno cercato di soddisfare il loro senso del gusto con ogni sorta di bevande ricche di sapore. Ma poiché io bevevo essenzialmente acqua e tè per eliminare il desiderio di cibo, mi colse un fastidioso senso di insoddisfazione a causa della mancanza di sapori, e questo divenne ben presto un problema molto pressante. Di recente ho trovato un sistema per superare questo disagio. Quando ho bisogno di una pausa nella mia attività quotidiana, invece di pensare ad un tè, per superare quel senso di insoddisfazione mi dedico al nuoto. Non avevo mai pensato a quanto fosse socialmente radicata l’abitudine di fare una pausa con un tè: tè per colazione, per pranzo, il tè delle cinque, a cena, tè per uno spuntino prima di dormire. Si tratta di abitudini e quindi di bisogni immaginari, cui non si fa caso sino a che non ci si sottomette alla disciplina dell’astinenza. In seguito a tale disciplina, ho scoperto che la tradizione ayurvedica offre una meravigliosa gamma di erbe e di spezie per soddisfare completamente il nostro palato. Un altro elemento di difficoltà per molti sta nel sentirsi isolati, in quanto il cibo svolge una importante funzione nella comunicazione sociale; si tratta di un problema piuttosto grave per molti di coloro che intraprendono questa pratica.

Quali altri vantaggi derivano dall’alimentarsi con la luce?
La funzione digestiva richiede energia, e se tale funzione non viene più esercitata, l’energia può essere orientata su altre finalità. Per quanto mi concerne, mi sembra di aver incrementato le mie capacità telepatiche dopo un mese dal compimento di questa pratica iniziatica. Capacità di concentrazione nella pratica della meditazione, forte padronanza interiore, capacità di porre il mio agire al servizio della mia evoluzione: ecco le capacità acquisite alimentandomi con la luce. Forse il processo iniziatico e quanto ho appreso sul potere della mente sulla materia, mi hanno ulteriormente aperto la mente per quanto concerne l’immortalità fisica. Sottoporsi a questa pratica non è fondamentale per raggiungere l’ascensione, ma ha una funzione collaterale opzionale che però, attraverso il legame con i maestri “elevati;” e la gloriosa presenza dell’ io sono, offre benefici incommensurabili. Io tendo a paragonare l’esperienza del risveglio alla divinità che è in noi, alla quale tendiamo e che alla fine realizziamo, con il gioco dei “grandi bambini” (i maestri “elevati”), i quali conoscono tutti i trucchi e si divertono moltissimo. Posso ora dire che la pratica dei 21 giorni costituisce soltanto un modo per dominare i quattro corpi inferiori. Sebbene si manifesti per lo più nel corpo fisico, come ovvio, essa presuppone un intenso lavoro su entrambi i corpi, quello emozionale e il mentale, mentre si è guidati dall’essere spirituale interiore durante l’intero processo. Indipendentemente dal metodo che si sceglie, lo scopo di tutti gli esseri collocati su questo piano è di esercitare l’autodominio e di porre in armonia i loro corpi. A questo punto non abbiamo più opzioni, in quanto il pianeta deve seguire un corso evolutivo determinato, guidato dal divino progetto. Quanto più presto ci sintonizzeremo con la volontà divina, tanto più rapidamente troveremo quel che cercavamo

La seguente intervista,è tratta dal libro “Nutrirsi di luce” (Ed.Mediterranee, Roma).
Per ulteriori info www.jasmuheen.com

A cura della Redazione