La parte del leone

Le Fiabe culinarie di Pimpinella – Lasagne alla calabrese

Il leone, re della savana, volle invitare a pranzo qualcuno dei suoi sudditi. Chiamò la iena, il licaone e la lince e disse “Siete invitati a pranzo da me domani, voi portate il primo e io penserò al secondo”.

lasagne2I tre , molto stupiti, accettarono, poi si incontrarono per accordarsi “Ma che gli è preso al leone, non ci aveva mai invitato prima, ci sarà qualcosa sotto?” disse la iena, sempre diffidente, “Potrebbe anche essere che cominci ad apprezzare il nostro valore”, ribattè la vanitosa lince, “Ad ogni modo, teniamo gli occhi aperti”, concluse il pratico licaone.
“Allora, che portiamo? Io proporrei le lasagne alla calabrese, sono certa che al leone piacciono. Potrei fare la pasta e le uova sode, ho anche la salsiccia piccante e il caciocavallo, che mi ha portato un guaglione amico mio” disse la iena. Il licaone si offrì di preparare abbondante sugo di pomodoro e la lince accettò di preparare le polpette.

La mattina dopo, a casa della iena, fu stesa la pasta, tagliuzzate le uova, il formaggio e la salsiccia, cotte le polpettine nel sugo, con grande impegno. La lince impastò la carne macinata con pane bagnato nel latte, parmigiano, uova, prezzemolo, sale e pepe nero e poi confezionò tante minuscole palline, grandi come una nocciola, che furono versate con delicatezza in un sugo di pomodoro abbastanza liquido e ben bollente, preparato in precedenza con un soffritto di cipolla e tanto basilico. Le fece cuocere una mezzora, scuotendo il tegame di tanto in tanto, senza mescolare tanto, per non sciuparle.

Quando furono pronte, dispose nell’ordine: un po’ di sugo sul fondo, uno strato di pasta, pezzetti di uovo, formaggio e salsiccia, un mestolo di polpettine e sugo e una spolverata di parmigiano. Poi ripetè tutto dal principio, fino a riempire la teglia. Chiuse con l’ultimo strato di pasta, mise ancora sugo e parmigiano (ma senza polpette) e infornò per mezzora a 200 gradi, con la teglia coperta da un foglio di stagnola, che poi tolse e lasciò che prendesse un bell’aspetto rosolato.
Le tre amiche lavorarono tutta la mattina, ma il risultato fu molto soddisfacente e si presentarono dal leone molto contente.

Quando arrivarono, videro il leone sdraiato comodamente e non c’era traccia di preparativi.
Si guardarono con un cenno d’intesa e la iena parlò “Grande re, noi siamo venute con piacere a casa tua e abbiamo portato delle ottime lasagne. Se ti vuoi degnare di darci la tovaglia e le stoviglie, apparecchieremo la tavola”. Il leone si alzò svogliatamente e andò a prendere l’occorrente, mentre le tre amiche si accordarono velocemente sul da farsi. Come previsto, il re apprezzò molto e divorò quasi tutte le lasagne, poi si leccò i baffi con un sospiro di soddisfazione e disse “ Bene, il primo l’ho mangiato, ora mangerò il secondo, che siete voi”, ma non fece in tempo ad alzarsi, che le tre amiche gli rovesciarono addosso la tavola, con tutto il suo contenuto e se ne scapparono a gambe levate.
Il leone rimase stupefatto a chiedersi chi poteva averle informate delle sue intenzioni.
Perchè i potenti spesso sottovalutano chi sta sotto di loro e, soprattutto, non pensano mai di commettere un errore.

Ma talvolta vengono beffati.

Ingredienti (per una teglia da sei persone):

  • due confezioni di pasta fresca sottile (tipo sfogliavelo)
  • per il sugo due bottiglie di passata di pomodoro, cipolla, basilico, olio di oliva
  • per le polpette mezzo chilo di carne di manzo macinata, un panino da ammollare nel latte e poi strizzare, tre cucchiai di parmigiano, un ciuffo di prezzemolo tritato, due uova, sale e pepe nero
  • per il ripieno due uova sode, una salsiccia piccante, mezzo chilo di caciocavallo (in mancanza si può sostituire con mozzarelle, ma non è proprio uguale)
  • per condire 50 grammi di parmigiano grattugiato

 

Meri Santarnecchi
Infermiera professionale