Il Vischio (Viscum Album)

Le piante, il loro simbolismo, le loro leggende

Per le feste natalizie si usa appendere rametti di vischio agli usci delle case; guai però a raccoglierlo con le mani e soprattutto con la sinistra: si attirerebbe la malasorte. Questa pianta semiparassita è sempre verde e vive sui rami di tanti alberi.

vi1Ha foglie carnose con bacche sferiche che variano dal bianco perlaceo al giallo dorato. Stando ad una consuetudine, in alcune regioni d’Inghilterra, per scongiurare il pericolo di rimanere zitelle, nella notte del 6 gennaio si deve bruciare il mazzo che ha addobbato la casa durante le feste natalizie. La credenza che il vischio sia una pianta celeste e una panacea universale, si ritrova anche in altre parti del mondo. I moderni Ainu del Giappone, la consideravano un medicinale utile per quasi ogni malattia; in Africa venerano una specie di vischio detta Tob che considerano quasi un talismano, tanto è vero che quando vanno a combattere ne portano addosso alcune foglie per preservarsi dalle ferite.
La natura solare del vischio, la sua nascita dal cielo, non poteva non ispirare ai cristiani il simbolo del Cristo, luce del mondo, nato in modo misterioso. Come il vischio è “ospite di un albero”, così il Cristo si dice “ospite dell’umanità”. Per quanto concerne le virtù curative di questa pianta, sopravvive ancora nel mondo contadino l’antica credenza del vischio come antidoto per ogni sorta di veleno, la pianta infatti viene applicata sullo stomaco del paziente o gli si fa bere sotto forma di pozione. Ad oggi nella fitoterapia moderna, il vischio è un complesso rimedio dalle complesse proprietà, drenante e riequilibratore di svariate turbe metaboliche. I soggetti che rispondono meglio all’azione di viscum album (qualunque sia l’azione clinica) sono gli individui che si aggravano con il tempo freddo, il vento, la tramontana e il clima temporalesco.
“Quando tutto è silenzio le cose cominciano a parlare; pietre, animali e piante diventano fratelli e sorelle e comunicano ciò che è nascosto”. Ernest Junger

Lidia Costa
Erborista