Il couseling: un percorso di autoconsapevolezza

“Compito del Counselor è quello di assistere il Cliente nella ricerca del suo vero sé e poi aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel sé” Viviamo un momento di incertezza. Si avverte un disagio diffuso nella società dovuto a numerosi fattori fra cui: crisi economica, incertezza verso il futuro, modelli culturali irrealistici, competizione sfrenata, difficoltà di comunicazione.

Il Counseling si propone come uno strumento di aiuto dove la persona possa trovare ascolto al proprio disagio e alle proprie difficoltà da parte di un professionista che tramite una relazione positiva sappia facilitare il processo di presa di coscienza e di cambiamento. Ognuno di noi è alle prese quotidianamente con difficoltà che generano frustrazioni, cattiva immagine di sé, senso di inadeguatezza, e paura di non essere all’altezza delle situazioni e delle complessità derivanti dal ritmo frenetico della vita che conduciamo. Anche senza sfociare nella patologia, una frustrazione costante, una cattiva immagine di sé e un senso opprimente di inadeguatezza sono causa di stress e possono portare a varie forme di depressione o ansia.

c1 (2)Il Counseling è una professione di aiuto basata sull’ascolto e la relazione. Il Counselor è un esperto di comunicazione e relazione in grado di facilitare il percorso di autoconsapevolezza dell’interlocutore e di cogliere quegli aspetti relazionali che causano i disturbi. A differenza della psicoterapia che si occupa prevalentemente di patologia e di ristrutturazione profonda della personalità, il Counseling è una relazione che ha una funzione educativa perché aiuta il Cliente (non paziente) a tirare fuori (e-ducere) ed attivare le proprie risorse personali, la propria consapevolezza, in modo da poter definire le problematiche e a sperimentare nuove strategie di azione e nuovi comportamenti.

Il Counselor cerca di stabilire una relazione positiva, paritaria: attraverso una comunicazione non-direttiva favorisce e facilita la comunicazione spontanea dell’altro; un atteggiamento non valutativo che tende a comprendere ogni esperienza dell’interlocutore e cerca di trasmettere un certo calore umano.
Non propone soluzioni precostituite ma cerca di facilitare il processo di consapevolezza della situazione e delle problematiche del cliente, stimolandolo a prendere una decisione riguardo a scelte personali o ai propri problemi e sostenendolo nell’esplorazione di nuovi stili di vita più soddisfacenti. Lo scopo del Counseling è aiutare la persona ad aiutarsi, fornendogli quegli strumenti di autoanalisi e di autoriflessione che consentano di conoscere meglio i propri punti di forza e i propri limiti ed affrontare le proprie problematiche in modo più efficace.

La figura professionale del Counselor nasce verso gli anni trenta negli Stati Uniti d’America per rispondere all’esigenza di quelle persone che volevano intraprendere una professione di aiuto o operavano in contesti che richiedevano una buona conoscenza della personalità umana pur non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti.

Lo psicologo Statunitense Carl Rogers, attraverso la terapia centrata sul cliente, trovò più efficace cercare di agevolare la risoluzione dei conflitti mediante il coinvolgimento del cliente piuttosto che dare consigli che in buona parte rimanevano inascoltati. Questa scoperta rivoluzionò l’approccio usato fino ad allora in psicoterapia: il cliente non è più soggetto passivo nelle mani dell’esperto che gli dice cosa fare e perché si trova in quelle condizioni, ma viene stimolato e coinvolto a trovare da sé le soluzioni, viene incoraggiato, grazie al rapporto di fiducia instaurato con il Counselor, ad esercitare la propria responsabilità individuale e ad effettuare le proprie scelte. Fino ad allora la relazione terapeuta-paziente era basata su un modello asimmetrico ed era caratterizzata da un rapporto direttivo di tipo medico paziente in cui da una parte vi è il consiglio autorevole e dall’altra l’accettazione sottomessa del paziente. Con il modello di Rogers il “paziente” diventa “cliente”, soggetto attivo ed il suo coinvolgimento avviene attraverso l’instaurarsi di una relazione non-direttiva caratterizzata dall’accettazione incondizionata e non giudicante dei contenuti sviscerati negli incontri. Altro fattore importante è l’empatia: sentire il mondo dell’altro, le sue emozioni le sue sofferenze come proprie, porta il cliente a sentirsi compreso e gradualmente gli dà quella fiducia che lo porta ad una comprensione più profonda, a fare chiarezza delle proprie motivazioni e a quell’accettazione di sé che porta a trasformare i conflitti distruttivi in conflitti costruttivi.

“La funzione del Counseling è quella di portare il cliente ad accettare la responsabilità della propria condotta e degli esiti della propria vita”.  Il Counseling porta alla comprensione dell’unicità e della peculiarità di ogni essere umano come tale: la nostra peculiarità di esseri umani è data dalla moltitudine di parti all’interno di noi, quell’insieme di pregi e difetti che ci caratterizzano e ci rendono unici. I conflitti nascono dalla non accettazione di parti di noi che non ci piacciono. Riuscire ad accettare anche quelle parti ci porta a trovare l’equilibrio all’interno della nostra personalità che è “ il realizzarsi del processo della vita di un individuo libero, socialmente integro e psicologicamente consapevole”.

Bibliografia:
Rollo May, L’Arte del Counseling, Astrolabio 

 

Dott. Eugenio Bacchini
Pedagogista, Professional Counselor