I bambini: difetti visivi e metodo Bates

Negli ultimissimi decenni si stanno sviluppando in maniera esponenziale i disturbi visivi. Ciò non sorprende affatto, se si considera quanto sia cambiato il modo di giocare dei bambini. La televisione, il computer, la playstation e il game boy giocano ora per noi, mentre i nostri occhi fissi e sgranati, staccati dagli altri sensi, stanno a guardare in un corpo fermo e sempre più pigro.

Consideriamo quello che un bambino non sta facendo mentre guarda la tv. Non sta usando più di due sensi, non usa creatività e curiosità, non pratica abilità motorie, non sviluppa abilità sociali, non perlustra, non esercita iniziativa, non si mette alla prova, non risolve problemi, non pensa analiticamente, non si pone domande, non sviluppa controllo sul corpo. (C.J.Wilson alla conferenza “Natural Vision Improvement”, 1999).

Per prevenire o contenere i disturbi visivi è importante favorire le attività legate all’emisfero sinistro (ballare preferibilmente non danza classica ma danza libera, fare versacci, ridere, dipingere, suonare, cantare, ecc.). Ritornare a giocare, specie all’aperto (corsa, corda per saltare, giochi con la palla). Lasciare che gli occhi si possano guardare intorno, guardando orizzonti, panorami, colori, cose e persone piacevoli, indovinare cose piccole, lontane e possibilmente in movimento. Nell’applicazione visiva da vicino distogliere spesso lo sguardo per guardare lontano, fare spesso pause facendo stretching, alzandosi e magari bere un bicchiere d’acqua che aiuta la concentrazione, rilassare gli occhi chiudendoli o facendo palming (pratica del metodo Bates in cui si chiudono gli occhi e si pongono davanti ad essi i palmi delle mani). Si possono fare altre pratiche specifiche di rieducazione visiva per reimparare a vedere in maniera rilassata e consapevole, per ripristinare un corretto e preciso movimento degli occhi, per migliorare coordinazione e integrazione tra essi, al fine di ottenere una buona visione binoculare in tutte le direzioni di sguardo e a qualsiasi distanza, contenendo inoltre i danni provocati dagli occhiali.

Daniela Giovati, Ortottista, Metodo Bates